Cultura e Turismo

Sémata Società Cooperativa

Indirizzo

Via Cagliari, 66
09041 Dolianova  (South Sardinia)

www.coopsemata.it

coopsemata@gmail.com

La Cooperativa Sémata opera da oltre dieci anni nel settore della gestione e valorizzazione di Beni Culturali  e ambientali e di servizi turistici tra i più rinomati e frequentati dell’Isola.

Grazie al connubio tra organizzazione aziendale, competenze e formazione multidisciplinare dei soci e dei dipendenti, unito a un approccio imprenditoriale moderno, è capace di proporre soluzioni adatte alle esigenze di privati, pubbliche amministrazioni ed enti di ricerca. 

Le esperienze maturate garantiscono una vasta offerta di servizi, dalla gestione di musei archeologici, etnografici e aree archeologiche, alle attività di didattica, valorizzazione e promozione di beni culturali, con l’organizzazione di mostre, seminari, laboratori e workshop tematici, attività di comunicazione e di ufficio stampa e non ultimo la gestione di uffici turistici e info point, servizi di riscossione, sportelli e attività culturali e formati sulla Lingua Sarda, non ultimo infine le attività di consulenza e sorveglianza archeologica.

Negli ultimi anni l’azienda ha curato  servizi complessi come la gestione del Museo dell’Intreccio Mediterraneo di Castelsardo, dell’Area archeologica di Nora, del Sistema Museale di Santadi, dell’Ufficio del Turismo e dei punti d’informazione turistica del Comune di Cagliari e del Comune di Pula, degli infopoint e del Museo Manca di Tertenia, e i servizi di informazione e sensibilizzazione ambientale e il servizio di controllo e bigliettazione a mare per Il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, gli sportelli di lingua sarda per 8 comuni del Sud Sardegna  e diverse attività di progettazione comunicazione in ambito culturale e ambientale, accogliendo e erogando servizi nel biennio a circa 700.000 utenti. 

L’esperienza di gestione di siti e sistemi culturali complessi, il network consolidato di professionisti del settore, la rete di relazioni con operatori del turismo culturale e la profonda conoscenza del territorio, delle criticità e delle possibilità (organizzazione aziendale efficiente e consolidata, professionalità, esperienza del personale impiegato, studio ed elaborazione di modelli organizzativi evoluti e funzionali, investimenti in strategia, offerta culturale e comunicazione) e del contesto culturale e turistico della Sardegna. vede un modello organizzativo efficiente e dinamico pienamente rispondente alle esigenze del mercato

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SISTEMA MUSEALE DI SANTADI

Il Sistema Museale del Comune di Santadi riunisce il Museo Civico Archeologico, il Museo Etnografico “Sa Domu Antiga” e l’Area Archeologica di Pani Loriga, interessati da una gestione unitaria a cura di Sémata soc. coop. che ne garantisce comuni standard qualitativi, espositivi, divulgativi e promozionali.

Museo Etnografico “Sa Domu Antiga”
Museo Etnografico “Sa Domu Antiga”, ospitato in un edificio nel centro del paese risalente agli inizi del Novecento, rispecchia per caratteristiche tipologiche e strutturali la casa contadina tradizionale del Basso Sulcis, composta da uno stabile per uso abitativo e un cortile retrostante col tipico pozzo e due loggiati. I reperti sono inseriti nel Museo secondo un’attribuzione funzionale a restituire lo spaccato di vita di cui sono testimonianza. Gli arredi e gli oggetti, organizzati secondo percorsi tematici, documentano l’economia e i modi di vita tradizionali, permettendo di approfondire l’identità culturale locale e del territorio. Nelle lollas sono allestite diverse sezioni espositive dedicate alla panificazione, alla lavorazione del grano, alle attività agricole e alle maestranze artigiane del fabbro e del falegname, mentre un piccolo ambiente adiacente alla casa ospita il percorso tematico del vino.

Santadi, via Mazzini 37; tel. 348 8866797

DURATA VISITA GUIDATA: 50 min

Museo Civico Archeologico 
Museo Civico Archeologico di Santadi, concepito come ‘Museo del territorio’, custodisce i reperti provenienti dai principali siti archeologici del Basso Sulcis in un’esposizione organizzata secondo la successione cronologica delle diverse civiltà susseguitesi dal Neolitico all’età romana e altomedievale. Tra le collezioni musealizzate, spicca il deposito votivo della grotta di Su Benatzu a Santadi, il più importante santuario in grotta della Sardegna nuragica. Migliaia le offerte votive, significative per la lunga continuità di frequentazione: ceramiche (rinvenuti in cumuli riprodotti nell’allestimento museale) e oggetti metallici, tra cui i pugnali e il tripode bronzeo di tipo cipriota. Supporti multimediali, applicativi smartphone e audioguide diversificano le modalità di fruizione, facilitando la contestualizzazione dei reperti e dei siti che attestano l’evolversi dei modelli di insediamento nel tempo.

Santadi, via Umberto I, 17; tel. 0781 954203 – 348 8866797

DURATA VISITA GUIDATA: 50 min

Area archeologica di Pani Loriga
Situata a 2 km dal centro abitato di Santadi (SU), la vasta collina di Pani Loriga, ricoperta di olivastri secolari, fornisce un fondamentale contributo alla ricostruzione dell’insediamento umano antico nel Sulcis, grazie a una frequentazione plurimillenaria documentata da evidenze archeologiche neolitiche, nuragiche, fenicie e puniche, fino alle sporadiche attestazioni romane e altomedievali. Il sito, noto sia per gli aspetti archeologici che per il contesto ambientale straordinariamente conservato, consente di ripercorrere in un contesto paesaggistico suggestivo circa 6.000 anni di storia del territorio, dalla necropoli neolitica a domus de janas al nuraghe Diana sulla sommità del pianoro, per arrivare alle oltre 150 sepolture fenicie finora indagate. E ancora, la fase punica, con la necropoli ipogeica ma soprattutto l’architettura urbana, dove l’assenza di sovrapposizioni edilizie di epoca successiva ha conservato in condizioni eccezionali le strutture murarie di una città che dominava l’entroterra e il mare.

Santadi, Località Pani Loriga snc.

DURATA VISITA GUIDATA: 90 min

Info e prenotazioni: 
coopsemata@gmail.com
mobile: 348 8866797

MUSEO DELL’INTRECCIO MEDITTERRANE E MUSEO DELLE ORIGINI GENOVESI CASTELSARDO

Museo dell’intreccio mediterraneo. 
Il Museo dell’intreccio Mediterraneo, MIM, sito all’interno della fortezza dei Doria, si propone come luogo ideale per preservare l’antica tradizione dell’intreccio.

Il percorso museale è articolato su nove sale disposte su due piani.

L’intreccio della città di Castelsardo si configura come un sapere antico non scritto, ma ancora oggi documentato e tramandato dagli abitati del borgo medievale alle nuove generazioni. Nelle vie della città è possibile incontrare le cestinaie, figure storiche e moderne, che al di fuori dall’uscio di casa intrecciano la palma nana, il fieno marino e la rafia. I loro manufatti, esposti ai turisti e ai passanti, riprendono le tecniche, le forme e i decori della antica tradizione ad intreccio di Castelsardo ma altresì richiamano i gusti personali e il talento innovativo dell’artigianato contemporaneo del luogo.

Castelsardo è una delle cittadine più pittoresche in Sardegna, soprattutto per via del suo centro storico, arroccato su un promontorio a picco sul mare. Ha mutato nome nei secoli, a seconda delle forze politiche che l’hanno controllato, usandolo come roccaforte difensiva e punto strategico di controllo non solo del territorio ma anche delle rotte marittime che passavano per la Sardegna.
La città fortificata nasce col nome di Castelgenovese, come possesso della famiglia ligure dei Doria. Dopo aver costituito uno dei baluardi nella lotta contro le forze d’invasione catalano-aragonesi nel XIV secolo, viene da queste conquistata e diventa Castellaragonese, per poi assumere il nome attuale di Castelsardo. Il protrarsi dell’uso come città fortificata ha fatto sì che negli anni si siano modificate anche le strutture difensive, da semplici torrioni a sistemi di difesa bastionata più complessi.
Le mura che rinserrano il centro abitato si presentano come una serie di bastioni e torrioni, di cui alcuni a picco sul mare, raccordati da una poderosa cinta muraria. La tecnica muraria non è accurata: viene infatti utilizzato pietrame misto sommariamente lavorato, con l’utilizzo di cantoni squadrati per dare solidità agli spigoli.

Museo delle origini genovesi. 
Il MOG, Museo delle Origini Genovesi, è dedicato alla storia della Città di Castelsardo. Rappresenta un anello di congiunzione tra il Museo dell’Intreccio Mediterraneo all’interno della fortezza dei Doria e il Museo diocesano, all’interno delle Cripte della Cattedrale di Sant’Antonio Abate.

L’edificio che ospita il MOG è un vecchio convento francescano successivamente utilizzato come abitazione civile e, fino a qualche decennio fa, utilizzato come laboratorio artistico dell’illustre pittore di Castelsardo Giovanni Cau.

L’intero percorso museale ancora in fase di conclusione illustra ai suoi visitatori, attraverso pannelli esplicativi, siti e monumenti di interesse culturale presenti nei pressi del territorio di Castelsardo, proponendosi come portale promozionale del territorio dell’Anglona.

I musei di Castelsardo sono aperti tutto l’anno con orario continuato, tutti i giorni della settimana.

DURATA VISITA GUIDATA: 60 min

Info e prenotazioni: 
coopsemata@gmail.com
mobile: 33886214113

AREA ARCHEOLOGICA DI SCERÌ ILBONO

Nuraghe Scerì e area archeologica
L’area archeologica di Scerì è situata nella parte orientale del territorio del Comune Ilbono, a circa 7,5 km dal centro abitato. Nella zona sono presenti testimonianze archeologiche che vanno almeno dal Neolitico recente (V-IV millennio a.C.) al periodo nuragico (II-I millennio a.C.), inserite in un contesto ambientale caratterizzato da tafoni granitici e rigogliosa macchia mediterranea.

All’interno del sito è presente un nuraghe a tholos di tipo complesso, posto sulla cima di un affioramento granitico a circa 130 m slm, in posizione di largo dominio visivo sul corso del rio Baunuxi. Si compone di una torre centrale circondata da un bastione trilobato che ingloba gli affioramenti rocciosi, sfruttando come ambienti interni alcuni anfratti naturali. L’ingresso, rivolto a sud-est, si distingue per la presenza di un menhir riutilizzato come architrave. Il nuraghe è cinto da una piccola muraglia difensiva e da alcuni terrazzamenti artificiali che delimitano la parte alta del rilievo collinare.

Il villaggio si estende lungo il pendio collinare, dalla base del rilievo fino al nuraghe, ed è costituito prevalentemente da capanne di pianta circolare che spesso si adattano e inglobano grandi massi rocciosi naturali. Alla base della collina sono presenti alcune tombe del tipo a domus de Janas, scavate nei massi granitici locali e parte di una ben più estesa necropoli. Nelle vicinanze sono presenti altre domus de janas, menhir, massi incisi e una Tomba di Giganti in buono stato di conservazione.

DURATA VISITA GUIDATA: 90 min

Info e prenotazioni: 
coopsemata@gmail.com
mobile: 3298703515